Uno degli elementi più importanti nella preparazione di un cocktail è senza dubbio il ghiaccio. Viene utilizzato principalmente per :

  • abbassare la temperatura dei liquidi
  • facilitare la miscelazione nello shaker
  • raffreddare attrezzi e bicchieri

Tende inesorabilmente a tornare alla sua forma originaria, l’acqua, mescolandosi di conseguenza alla bevanda in cui è presente. Indispensabile quindi che la qualità dell’acqua sia ottima per non rischiare di alterare il gusto della miscela.

Ormai quasi la totalità dei cocktail presume l’utilizzo del ghiaccio, ma come si faceva quando non esistevano ancora le macchine per produrlo? Prima dell’800 solo i bar alla moda per ricchi possedevano il ghiaccio, e solo in inverni particolarmente freddi e nevosi che permettevano di farne scorta in locali adibiti all’interno delle case. Il re del ghiaccio è Frederic Tudor, geniale uomo d’affari di Boston che ebbe l’idea di segare la superficie ghiacciata dei laghi a Nord, creare dei blocchi facilmente trasportabili, caricarli nella stiva di una nave con paglia e teli e trasportarli dove poterli vendere con profitto. Primo viaggio: Martinica nel 1808. È la chiave di volta per il mondo della miscelazione e della conservazione.

Dobbiamo però aspettare il 1866 per la prima macchina del ghiaccio, inventata da Thaddeus Lowe, che sfrutta i suoi studi sul raffreddamento dei gas per creare il ghiaccio. Nasce la moda dei cocktail “on the rocks”, e lo shaker diventa lo strumento principe per raffreddare, con rapidi gesti, un mix di alcolici da versare direttamente nel bicchiere. Nei primi del ‘900 la fabbricazione del ghiaccio si diffonde anche in Europa, dove nascono “Americano” e “Negroni”, i primi “on the rocks” italiani.

 

Come riconoscere un ghiaccio di qualità oggi? Innanzitutto deve raffreddare senza annacquare, deve essere puro, cristallino e, proprio a seconda del grado di purezza e spessore, verrà utilizzato per la preparazione di drink diversi. Nel 2007 Roberto Sequeira brevettò il “ghiaccio a sapore zero”, partendo da blocchi di ghiaccio da 150kg derivanti da acqua purissima, per poi lavorare a mano i pezzi più piccoli in cubi o sfere: nuova vita per cocktail e drink nei bar più prestigiosi degli Stati Uniti.

Il ghiaccio migliore per la preparazione di drink? Il “Gourmet Cube”, a forma di cubo, esalta qualsiasi bevanda, raffreddandola rapidamente pur sciogliendosi con estrema lentezza.

Abbiamo visto come la preparazione di un buon drink parte dalle basi, da quel ghiaccio spesso bistrattato e considerato come un inutile ingombro nel bicchiere, quando invece contribuisce in modo decisivo alla qualità finale.

 

Nei prossimi articoli andremo a scoprire tutti gli strumenti e i piccoli grandi segreti che stanno alla base della preparazione dei cocktail.